Il settore finanziario svizzero si trova ad affrontare un’incertezza senza precedenti dopo una sentenza storica relativa al trattamento delle obbligazioni Additional Tier 1 (AT1) emesse da Credit Suisse. Il 14 ottobre 2025, il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha stabilito che l’azzeramento dei 17 miliardi di dollari di titoli AT1 di Credit Suisse nel 2023 (una delle applicazioni più significative del regime regolamentare post-2008 per il capitale bancario “contingent convertible”) era privo di base legale. L’evento rappresenta il primo vero banco di prova per gli AT1 in una fase di grave stress bancario dalla loro introduzione dopo la crisi finanziaria globale, mettendo in luce profondi vuoti strutturali e giuridici finora mai testati nel panorama bancario europeo.
Una prova di stress senza precedenti
Il rapido collasso di Credit Suisse nel marzo 2023 costrinse le autorità svizzere a organizzare un salvataggio sostenuto dal governo tramite UBS. In una decisione controversa, la FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari) ordinò l’azzeramento totale dei titoli AT1 di Credit Suisse, prima ancora che gli azionisti subissero perdite equivalenti. Il mercato aveva in gran parte dato per scontato che una misura simile fosse inevitabile in caso di crisi sistemica. Tuttavia, il TAF ha stabilito che Credit Suisse disponeva ancora di capitale sufficiente al momento della decisione e che, dunque, il “viability event” necessario per procedere all’azzeramento non si era verificato. Il tribunale ha inoltre concluso che i diritti di proprietà degli obbligazionisti erano stati violati e che l’articolo 5a dell’ordinanza d’urgenza del Consiglio federale era incostituzionale, mettendo in discussione le fondamenta stesse del meccanismo di salvataggio bancario svizzero.
Effetti a catena e incertezza legale
Lungi dal portare chiarezza, la decisione ha aumentato l’incertezza per le banche e gli investitori. La sentenza lascia aperti diversi interrogativi cruciali:
• Il Tribunale federale potrebbe ancora ribaltare la decisione di primo grado, prolungando di mesi l’incertezza.
• UBS potrebbe non dover sostenere interamente l’impatto finanziario di eventuali risarcimenti, poiché le leggi d’emergenza del governo potrebbero trasferire la responsabilità sullo Stato; tali misure erano infatti una condizione preliminare alla fusione.
• Nello scenario peggiore, il CET1 ratio di UBS potrebbe scendere dal 14,4% al 10,9%, mentre gli indici di leva potrebbero scendere sotto i livelli regolamentari, indebolendo la posizione patrimoniale della banca.
• In alternativa, un accordo parziale potrebbe prevedere un risarcimento agli obbligazionisti AT1 ai valori fortemente depressi di mercato registrati prima del salvataggio, e non al valore nominale.
In risposta alla sentenza, la FINMA ha annunciato il 15 ottobre 2025 che presenterà ricorso al Tribunale federale entro 30 giorni. L’autorità ha ribadito che l’azzeramento degli AT1 faceva parte di un pacchetto straordinario di stabilizzazione a sostegno della fusione UBS–Credit Suisse, sottolineando come la controversia sia ormai divenuta tanto finanziaria quanto costituzionale, mettendo alla prova l’intero quadro di risoluzione bancaria della Svizzera.
Un precedente per le crisi future
Questo caso avrà implicazioni durature sul mercato degli AT1, sulla propensione al rischio degli investitori e sull’evoluzione del quadro regolamentare europeo. Secondo diversi giuristi, sebbene gli AT1 siano stati concepiti come prima linea di difesa in caso di fallimento bancario, la loro applicazione pratica si è rivelata tutt’altro che lineare. La sentenza riapre il dibattito sulla gerarchia dei creditori e sull’adeguatezza degli strumenti di gestione delle crisi introdotti oltre un decennio fa.
Con l’evolversi dei quadri giuridici e regolamentari, questa decisione potrebbe ridefinire il modo in cui gli investitori valutano il rischio nel capitale bancario e il modo in cui le autorità di vigilanza interverranno nella prossima crisi.
Fonti:
Reuters – “Swiss court rules $20 billion Credit Suisse bond write-off unlawful”
Finews.com – “Landmark Decision: Court Rules Credit Suisse Bond Wipeout Was Unlawful”
Bloomberg – “Credit Suisse Bondholders Given Fresh Hope by Swiss Ruling”
WSJ – “Wipeout of $17 Billion in Credit Suisse Bonds Lacked Legal Basis, Court Says”